brevi recensioni - cinema,  Noir Classici

La città nera (1950), di William Dieterle

"La città nera" e una vita lontana come le stelle

La città nera racconta di Danny Haley, gestore insieme ad altri loschi figuri di una bisca clandestina.
Ogni sera si gioca a poker e i tre professionisti puntano a qualche pollo da spennare.
Un ex ufficiale dell’esercito inglese cade nella trappola e perde tutto.
Disperato si suicida e la polizia si attiva, capendo subito che non si tratta di suicidio ma di omicidio.
Danny – che quella sera era di mazzo e non sapeva delle intenzioni dei suoi compagni – comincia una sua ricerca dell’assassino, dopo che anche i suoi complici perdono la vita misteriosamente.

William Dieterle dirige un noir lunatico e sapientemente claustrofobico.
Lanciando praticamente la carriera di Charlton Heston che qui compie la sua prima “impresa” da protagonista, con La città nera si assiste a un film di genere dove tutti i suoi tratti distintivi sono messi in scena con precisione: il protagonista schiacciato dalla vita e che rincorre malinconico una una diva della musica – Lizabeth Scott -, le bische notturne fumose e alcoliche, la beffarda corsa per cambiare il proprio destino mentre bene e male si interscambiano.
La città è nera, un palcoscenico dove più che rendere non visibili i suoi caratteristi li abbaglia di una luce torbida.
La città diviene oscura, irraggiungibile e sfuggente rappresentata dalla sconcertante invisibilità dell’assassino
La vita di Danny diventa – o è sempre stata – sempre più incomunicabile, inconfessabile, offuscata dalla ricerca della verità e al contempo scampare, salvarsi da essa.

Con i suoi locali fumosi, le ballate jazz, la compagnia del whisky, le camere d’albergo lungo le strade della città di notte rendono La città nera un film a tratti magico, appeso a un granello di vite notturne dei suoi protagonisti.
Vite che non saranno mai lontane da un destino violento e immacolato ma assorbite da un certo mal di vivere.
Il destino cercato da Danny è lontano migliaia di chilometri, anni luce, come le stelle nel cielo.
Victoria è la moglie del generale inglese ucciso la quale Danny prova a conquistare per un duplice motivo, forse per ricostruirsi una vita con una donna che sa affrontare il suo passato, forse per tenere d’occhio il fratello del marito che resta il primo indiziato degli omicidi.
Proprio con lei Danny va assistere a una lezione sulle stelle – nella scena del planetario.
Ecco le stelle, lontane e pure, descrivono un firmamento di vita onesto e leggero che nessuno dei protagonisti de La Città nera raggiungerà.

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