brevi recensioni - cinema,  Horror

Scary Stories to Tell in the Dark (2019), di André Øvredal

Voto 8

Un gruppo di ragazzi adolescenti, amici da sempre, si trovano immersi nelle tenebre lunari di Halloween.
Nella rurale cittadina di Mill Valley, in Pennsylvania, un libro misterioso viene ritrovato da Stella e i suoi amici, in una casa abbandonata e spettrale.
Il libro apparteneva a Sara, morta suicida tanti anni prima.
Alcuni ragazzi spariscono nel nulla mentre Stella e compagni iniziano a capire che il libro vive e crea storie sotto i loro occhi.

André Øvredal immerge Scary Stories to Tell in the Dark nel 1968.
Nella paurosa attesa delle elezioni del nuovo presidente degli Stati Uniti e nella litania crudele e mostruosa della guerra del Vietnam.
I colori accesi e il ritmo serrato fanno di Scary Stories to Tell in the Dark un bellissimo horror, non solo destinato a un pubblico adolescente.
Perchè si parla di paure, quelle che restano incollate a storie spaventose apprese da piccoli, in qualche notte ululante.
Le paure si estendono nella realtà.
Le paure si estendono nella realtà se portate a livello della realtà stessa.
Le storie di paura si annidano nei giorni solari e negli attimi di tutta la vita.
Più spaventano più si annidano.
E ci attraggono allo stesso modo di come le respingiamo.

Ottimi gli effetti speciali – la trasformazione di Tommy in spaventapasseri è bella e drammatica, la paglia che sostituisce le ossa delle mani sotto un giubbotto verde e bianco da Yankee.
Proprio Tommy che si è arruolato volontario per il Vietnam, lui che vuole sparare ai comunisti: insomma, una pedina creata appositamente dalla politica fascista degli USA che nasconde a tutti i costi la follia della sua guerra.

André Øvredal, che adatta la serie di libri per ragazzi scritta da Alvin Schwartz,  non forza la mano sulla questione Nixon e Vietnam, dimostrando di saper ben miscelare il periodo storico con le paure dei mostri negli adolescenti.
Un periodo dove esplode la psicofarmacologia dove i medici stessi nascondono il loro profondo disagio e angoscia per un Paese in guerra – è la sequenza dell’ospedale, dove Stella e gli altri si intrufolano per scoprire vecchie cartelle cliniche di Sara, i medici in sottofondo parlano di antidepressivi annuendo tra di loro.

Scary Stories to Tell in the Dark è un horror d’autore che cita horror d’autore – La notte dei morti di viventi di Romero è proiettato in un drive-in e Stella lo ammira con occhi scintillanti.
“E’ il film dell’anno!” dice Stella nascondendosi nella auto di Ramon, un giovane messicano che cerca di scappare dal Vietnam e dal ricordo di suo fratello, un’altra vittima dal nome volato via, tornato in una bara.
Per la Dottrina Truman, il Golfo di Tonchino, la guerra di resistenza contro gli Stati Uniti “Kháng chiến chống Mỹ”

"Scary Stories to Tell in the Dark" (2019) di André Øvredal

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