brevi recensioni - cinema,  Horror,  Horror estremo (in underground),  Teca horror 3

Scarecrowd (2014), di George Nevada

E’ caduto un meteorite sulla Terra.
Una razza aliena cerca di devastare il genere umano.
Il tramite per tale scopo è un essere mostruoso che si veste da spaventapasseri.
Ha inizio una scia di morti violente, violentissime.

Scarecrowd è un slasher horror a bassissimo costo, prima opera di George Nevada in una produzione italo-americana.
La distribuzione è organizzata dalla Tetrovideo.
Inizialmente intitolato The Musk, George Nevada firma sceneggiatura e regia.

Il film si articola in “episodi” segnati dallo spaventapasseri che infligge pene mortali a persone innocenti, amanti nel bosco, amici in un campeggio improvvisato.
Nevada si appoggia notevolmente sulla fotografia – diretta da Domiziano Cristopharo – per portare avanti 95 minuti di film, rischiando più volte di ripetersi compiendo giri su stesso.

Una fotografia vivida che descrive gli esterni come se fossero quelli delle campagne desolate americane.
Scarecrowd lascia intuire di rifarsi agli horror primi anni ’80 americani anche per la messa in scena delle uccisioni efferate.

Nonostante gli ammazzamenti in quanto “episodici” tendano a diventare eventi tragicomici, il regista organizza gli effetti speciali come può, ritrovandosi con pochi mezzi ma diverse idee di supporto.
Quindi, anche se per niente “raffinati”, gli effetti speciali trovano la loro giusta efficacia e spazio nel film, sostenendo una trama quasi a loop.
Apprezzabile l’intervento con il digitale che di tanto in tanto trasforma le immagini e le scene a mo’ di fumetto con forte saturazione dei colori.

Le scene degli omicidi di Scarecrowd sono interrotte da un mostro alieno che sentenzia sul pianeta Terra – oramai divenuto luogo avariato e corrotto – e sugli esseri umani portatori di stupide emozioni e sofferenze.
Immerso in una botte di metallo con liquido radioattivo, il mostruoso alieno parla al futuro quasi prossimo in cui la Terra verrà infestata da un nuovo ciclo vitale.

Mentre la denuncia su ogni cosa, oggetto, forma nucleare è mostrata in modo cubitale, la riflessione sulla condizione dell’uomo è tenuta più in sordina.
E’ l’uomo che non è mai stato capace di volersi bene a tal punto che le sue espressioni di altruismo scorrono, viscide, in vene omicide.
In questa condizione di violenza reciproca che porta ad azzerare la felicità e a un impennarsi del dolore dell’esistenza, si muove il film Scarecrowd in una parte realizzata in flashback: è proprio lo spaventapasseri a mostrarsi per come era, un uomo di nome Tony Maio deriso dalle persone, gonfio di traumi, pura incarnazione dei disastri nucleari del pianeta che lo hanno reso deforme e folle.

One Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *