brevi recensioni - cinema

La banda (2007), di Eran Kolirin

La Banda
La musica come unica missione, la musica d’insieme spazza via le armi

Molto consigliato
3.5/5

La Banda,
(titolo originale Bikur Ha-Tizmoret)
una commedia lieve, un richiamo preciso a una visione ottimista, pacifica e pacifista delle cose.
Eran Kolirin – firma soggetto, sceneggiuatura e regia – ha a che fare con una storia molto semplice.
Conquistata tale situazione, emerge il suo stile essenziale nelle fondamenta.

Eran Kolirin, israeliano, è al suo primo lungometraggio – viene dalla regia televisiva.
Vincendo molti premi.

Tokyo International Film Festival 2007: Grand Prix per il miglior film

Seminci 2007: Premio Pilar Miró per il miglior nuovo regista

2 European Film Awards 2007: miglior attore (Sasson Gabai), Prix Fassbinder

Festival di Mons 2008: Coup de cœur della giuria e miglior interpretazione maschile (Sasson Gabai)

La banda musicale della Polizia di Alessandria d'Egitto

I fatti accadono in terra di Israele.
In organico completo, la Banda musicale della Polizia di Alessandria d’Egitto si ritrova in mezzo alla strada, senza indicazioni, in una terra mai esplorata.
Il giorno successivo dovranno esibirsi dal vivo, invitati dal Dipartimento della Cultura Israeliano, per l’inaugurazione di un Centro Culturale arabo.
Chiedono informazioni alle pochissime persone presenti in quel paese, cercano un luogo dove dormire con l’aiuto di una donna e di un suo amico.
Per poi ripartire verso il loro obiettivo.

Innanzitutto, c’è da segnalare come il film La banda non si prenda troppo sul serio.
Lo spazio e il tempo offerti dal nobile cuore del regista sono autentici, sentiti, annusati, compresi.
In un film dove non accade praticamente nulla Kolirin ha modo di presentare allo spettatore i diversi personaggi, cercando di soffermarsi in modo equo su ognuno di loro.
Dina, la bellissima proprietaria di un piccolo ristorante, prende l’iniziativa di ospitare per la notte una parte del gruppo a casa sua – mentre l’altra parte è destinata a casa di un’amico.
Con il calar della sera, avvengono le vere conoscenze dei personaggi.
C’è Khaled, trombettista, il più giovane musicista appena uscito dall’accademia, che cerca compagnia giovane, la trova in una festa squallida dove gli invitati si divertono a corteggiarsi con addosso i pattini a rotelle; ci sono i più anziani della banda, percussionista e suonatore di basso tuba, che prendono ristoro cantando canzoni a tavola; il generale Tewfiq, direttore della banda, dai modi di fare rigidi con i suoi sottoposti ma allo stesso tempo altruista, buono e malinconico.

Khaled (Saleh Bakri), trombettista (a destra)

La banda è una favola a momenti surreali – l’atmosfera sospesa nelle luci dei lampioni di notte, quando il Generale e Dina escono insieme per trascorrere un po’ di ore serali fuori casa.
Un film molto statico, nessuna invenzione con la macchina da presa da parte di Kolirin.
In un certo qual modo, ricorda i film di Roy Andersson – nella sua ipotetica trilogia dell’esistenza con Canzoni del secondo piano;You, the Living; Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza –  magari nel presentare dei “bozzetti”  semplici di inquadratura dove, alla fine, succede sempre qualcosa – a macchina da presa rigidamente fissa.
Da aggiungere, una lontana somiglianza con il cinema di Aki Kaurismaki, soprattutto nei volti timidi dei suonatori, nell’importanza che viene consegnata alla musica e in qualche scena e colore della festa per ragazzi.

Praticamente da subito, il film si dimostra portatore di un messaggio pacifico, oltre che dal punto di vista umano anche politico, come si segnasse una “tregua” tra due popoli così contrapposti come quelli d’Egitto e di Isreaele.
Ma il richiamo alla riflessione politica è assai minore rispetto ad altri messaggi e Kolirin lo dimostra in diversi momenti, inquadrature fisse che prendono vita come fossero piccoli quadri ermetici, nostalgici, d’amore, di malinconia serale.
La banda è un messaggio di pace.
E di raggiungimento del bene altrui attraverso la gentilezza.

Dina (Ronit Elkabetz) e il generale Tewfiq (Sasson Gabai)

In un discorso del Generale, in cui comunica che passeranno la notte in casa di una ragazza, si può sentire “Mi aspetto il vostro miglior atteggiamento. Dobbiamo portare a termine la nostra missione”.
Ed ecco comparire finalmente la musica.
I militari che compongono la banda hanno una unica missione: suonare.
E Chet Baker che li accomuna tutti, tutti lo adorano cantando insieme, nel cuore della notte, My Funny Valentine.
Il più esperto è ancora il Generale Tewfiq che ha tutti i dischi di Chet Baker, fino all’ultima registrazione di un concerto live prima della morte del trombettista.
Tewfiq è un saggio  malinconico.
La sua anima si addolcirà trascorrendo qualche ora con la bella israeliana anche lei illuminata dalla gentilezza e altruismo.

Con La banda, Eran Kolirin scava attraverso i suoi personaggi a livello emotivo e anche artistico.
Da qui, la musica diviene una missione di estrema importanza – messaggio sottile ed efficace contro le missioni di guerra, qui l’obiettivo non è la morte dell’altro ma il piacere di suonare musica araba insieme.
Una storia essenziale, semplice, La banda resta un film in parte “superficiale”, con i suoi colori azzurri – delle divise dei militari/musicisti e alcuni interni di case – il grigio asfalto delle strade deserte come il grigio pallido di una serata terminata a sedere su una panchina.
L’altra parte è “in profondità”, i personaggi principali si svelano e si raccontano, mostrano i loro colori preferiti che intonano la loro musica, con un tema accennato al clarinetto o una rilettura di una melodia di Chet Baker da Khaled il trombettista.
Eran Kolirin gira il film con la macchina da presa fissa, nessun movimento, montaggio disteso.
Precisione geometrica nelle inquadrature.
Così compie un “passo indietro” costante, lascia il via libera agli attori e alle loro parole, ai loro silenzi quando camminano per strada, dove l’unico rumore è quello prodotto dalle ruote di plastica dei trolley che trascinano.

Khaled, Dina, Tewfiq

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.