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Berliner (TSFF 32), al primo soffio di vento 1

Al primo soffio di vento 
(il supplemento on line)

Pubblicazione 1
data: domenica 14/3/2021

Sottosezione tematica:
DIARIO DI VIAGGI
Trieste

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Diario di viaggi
Trieste

 

TSFF 32
Trieste Film Festival 2021
Sezione: Concorso Lungometraggi

Berliner
(La campagna)
Romania, 2020, col.
Durata 93’

Giudizio   + + +
(3 + su 5)

 

Viorel lavora la campagna con il suo trattore.
Un giorno l’auto di uno sconosciuto si guasta, Viorel lo invita ad avvicinarsi verso casa per ripararla.
A bordo c’è un ministro del governo, Silvestru Mocanu, incorsa per una sedia al Parlamento europeo.
Il politico capisce subito che quella ha di fronte è una formidabile occasione per riscostruire la sua credibilità cercando di entrare in rapporti d’amicizia con Viorel, servendosi delle persone semplici e campagnole.
Viorel avrà in cambio un trattore nuovo.

Marian Crisan fa un film per dire la sua sull’infelice incalzare dei vari populismi in Europa.
Si mantiene sui toni della commedia semplice, leggera.
La regia lascia molto spazio ai protagonisti, sta distante da loro come per vederne reazioni e, fondamentale, le contraddizioni.
La frase che dichiara il politico come “colui che farebbe ogni cosa per ottenere una fissa poltrona nel parlamento” è da sempre una verità.
Tuttavia, chi non è legato al profitto politico materiale, come Viorel, resta fedele al tempo, alle cose care del suo paese.

Mocanu tenta di inserirsi nella vita semplice e rurale a patto che ci sia almeno una telecamera a inquadrarlo e un fotografo pronto allo scatto più falso della giornata.
Nulla ha a che fare con il lavoro semplice e duro delle campagne, nemmeno con rapporti con la gente di paese.

Berliner ha ottimi colori accesi, gli interni delle case trattengono piccoli particolari come le tende bianche alle finestre, il mobilio antico, il cestino di vimini vicino al letto usato per conservare gomitoli di lana e confezioni di medicinali.
Fantastica la sequenza veloce della stanza dove dorme, ospitato, il ministro.
Un letto singolo e pareti tappezzate di foto di Kurt Cobain, di Angus Young a band metal.
Mocanu si abbandona da persona furba anche a bevute con Viorel con il quale sente che quello è un momento disinibito per parlare.
Il ministro, da ubriaco, sostiene di essere una cattivo uomo.
Così nasce in lui il senso di colpa da alcol, destinato a scomparire dal sangue ma anche dalle parole dette.

Mocanu cita Kennedy in una frase che fa “Io mi sento berliner”.
Ridotto a voler controllare un paesino che mai si adatterà al cinismo della politica, egli così copia le parole di Kennedy, mutandole in “Così io, Silvestru Mocanu, mi sento di Salonta – un municipio della Romania.

Regia: Marian Crisan
Sezione: Lungometraggi
Romania
2020, HD, col., 93’

Trieste Film Festival (TSFF) Il principale appuntamento italiano con il cinema dell'Europa centro-orientale

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